Ignazio FRESU
Sculpteur
I lavori che l'artista ci propone in occasione di questo evento sono stati suggeriti dal valore intrinseco del luogo e si sono concretizzati in una installazione come di tracce riesumate da un passato mitico senza tempo, immediatamente prossime a dissolversi. Senza alcun compiacimento e al di là di ogni funzione consolatoria, egli interviene nel vasto e luminoso foyer dello storico teatro attraverso la sua personale ricerca legata all' impermanenza, con l'utilizzo d'imballi che, nell'epoca del consumismo, hanno per Fresu un significato particolare: muoiono nel momento stesso in cui vengono alla luce; sono subito considerati ingombranti, inquinanti e inutili; non è neanche permesso gettarli nel cassonetto del riciclaggio della plastica. Nella loro esistenza, che trascorre nascosta nel buio della scatola-tomba che li contiene e che loro proteggono dagli accidenti del mondo esterno, sono metafore della vita che Fresu assurge a nuova dignità facendogli assumere l'aspetto di vecchie macchine arrugginite, di reperti archeo-industriali in disfacimento, provenienti da un luogo mitico quale il quartiere di Rifredi dal passato industriale e operaio.







